Sistema per la prevenzione della violenza a danno degli operatori sanitari

UN MODELLO DI SISTEMA INFORMATIZZATO (SPV)

Gli operatori dei servizi sanitari presentano un rischio significativo di subire atti di violenza durante la propria attività lavorativa, rischio che, a giudicare dalle cronache recenti, appare in aumento. Si tratta di un fenomeno così rilevante che già nel 2007 il Ministero della Salute ha emanato una specifica raccomandazione sull’argomento e ha inserito la “morte o grave danno in seguito a violenza su operatore” fra gli eventi sentinella che devono essere segnalati attraverso il flusso SIMES.

Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari rappresentano un problema di sicurezza del lavoro che va affrontato secondo quanto previsto dal D. Lgs. 81 del 9 aprile 2008 e s.m.i. recante “Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”: il rischio di subire un’aggressione sul posto di lavoro va valutato e gestito dalle organizzazioni al pari di qualsiasi altro rischio lavorativo.

Fatti salvi casi limitati e specifici, gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari sono da considerarsi come reati e, come tali, vanno perseguiti.

Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari presentano un ampio spettro di eventi assai variegati che presentano margini di prevedibilità e prevenibilità molto diversi tra loro e spesso ridotti o difficilmente quantificabili.

Il modello informatizzato proposto da TaleteWeb per la gestione di un Sistema di prevenzione degli atti di violenza a danno degli opratori sanitari (SPV)

scarica la presentazione sistema violenza su operatori

I clienti che già utilizzono le applicazioni Rischio Clinico, Qualità, SGSL possono contattare l’assistenza al numero 071.2867250 per configurare il sistema e per l’avvio in produzione delle nuove funzionalità

Le aziende non ancora clienti che vogliono maggiori informazioni e/o intendono provare queste funzionalità possono contattarci inviando un form di richiesta al seguente link: contattaci, oppure telefonando al numero 071.2867250

L’attuazione in Campania del “Piano Nazionale di contrasto all’antimicrobico resistenza 2017-2020″ (PNCAR)

Il Programma Regionale e il ruolo delle Aziende del Sistema Sanitario

(Dott. Bruno Sarnelli: Referente regionale PNCAR)

Negli ultimi anni le Organizzazioni sanitarie mondiali sono impegnate a fronteggiare il fenomeno dell’Antimicrobico resistenza, che è stato chiaramente definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “una delle maggiori minacce per la salute pubblica, a causa dell’impatto epidemiologico ed economico del fenomeno”. In questo scenario globale, i Paesi membri dell’OMS, in occasione della WHA (World Health Assembly) del 2015, hanno approvato un Piano d’Azione Globale per contrastare la resistenza antimicrobica, il “WHO Global Action Plan on Antimicrobial resistance”, impegnandosi ad elaborare piani nazionali entro il 2017. Il Piano OMS si basa su  un approccio “One Health”, cioè un approccio integrato da parte delle Organizzazioni sanitarie, che promuova in tutti gli ambiti, sia della medicina umana che di quella veterinaria, un uso migliore degli antibiotici, ponendosi 5 obiettivi prioritari:

  1. Migliorare il livello di consapevolezza e di comprensione del fenomeno AMR attraverso efficaci programmi di comunicazione, informazione e formazione
  2. Rafforzare le attività di sorveglianza sul fenomeno AMR
  3. Migliorare la prevenzione ed il controllo delle infezioni, in tutti gli ambiti
  4. Ottimizzare l’uso degli antibiotici sia in medicina umana che veterinaria (antimicrobial stewardship)
  5. Aumentare/sostenere la ricerca e l’innovazione

Sulla spinta delle iniziative globali, anche l’Italia ha approvato nel Novembre 2017 un proprio “Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico Resistenza (PNCAR) 2017-2020”, ispirato al Piano OMS, che impegna tutte le Regioni e Provincie Autonome italiane alla sua attuazione.

In Campania il fenomeno dell’antibiotico resistenza è particolarmente allarmante, e si associa ad una diffusa inappropriatezza nell’uso di questi principi attivi. Per questo motivo, nella nostra Regione è già  in pieno svolgimento la prima fase di attuazione del PNCAR, che si concretizza in una serie di provvedimenti ed atti di indirizzo regionali rivolti alle Aziende del SSR.

Scopo del convegno (accreditato ECM) è quello di illustrare, nel quadro d’insieme dei Programmi nazionali ed internazionali per il contrasto al fenomeno AMR, gli obiettivi e le azioni previsti dagli anzidetti interventi regionali, nonché le loro ricadute su diversi livelli organizzativi ed operativi Aziende del SSR.

Nel corso dell’evento sarà presentato il corso FAD: Antibiotico resistenza ed antibiotico terapia in Campania

Scarica il Programma dell’evento

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I nuovi requisiti di accreditamento delle strutture di assistenza territoriale extra-ospedaliere: opportunità o rischio

Come noto a tutti gli operatori della sanità, nelle diverse Regioni e Province autonome è in corso Il processo di adeguamento ai nuovi requisiti di accreditamento.

Tutti i sistemi di accreditamento regionali dovranno infatti uniformarsi ai contenuti del “Disciplinare per la revisione della normativa dell’accreditamento” (Intesa Stato-Regioni del 20 dicembre 2012) che individua 8 criteri/fattori di qualità, 28 Requisiti essenziali e 123 evidenze, nei tempi previsti dall’Intesa Stato-Regioni del 19 febbraio 2015.

Molte Regioni hanno già adottato il “nuovo” Manuale di accreditamento in attuazione del Patto per la salute 2010-2012 e tra queste la Regione Lazio.

In questo articolo vogliamo porre l’attenzione sul processo di accreditamento che dovranno affrontare tutte le strutture residenziali e semi-residenziali e domiciliari deputate all’assistenza extra ospedaliera.

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L’INFORMATIZZAZIONE DEI PROCESSI DI GOVERNO CLINICO

LE RICADUTE POSITIVE E IL VALORE AGGIUNTO CREATO PER L’AZIENDA SANITARIA

Premessa

In questo articolo proviamo a dare una risposta alla domanda: perché un’azienda sanitaria, pubblica o privata, deve investire in tecnologie dell’informazione (IT) finalizzate all’informatizzazione dei processi di governo clinico ed in particolare dei processi di gestione della Qualità, del Rischio Clinico e dell’Accreditamento Istituzionale?

Ovviamente tutti siamo portati a individuare quale obiettivo primario il miglioramento dell’esito finale delle prestazioni erogate in termini di elevati standard di qualità e massima sicurezza delle cure; in sostanza la soddisfazione delle aspettative del paziente.

Le strutture sanitarie sono sistemi di altissima complessità organizzativa che operano in un contesto esterno ed interno caratterizzati da continui cambiamenti e che quindi richiedono altrettanto repentini adattamenti.

Il raggiungimento, quindi, dell’obiettivo finale non può prescinde da un’analisi dinamica e costante dell’impatto dei fattori di rischio e delle opportunità indotte dal contesto esterno e da quello organizzativo.

Analisi del contesto esterno

Contesto politico

Negli ultimi anni la sanità italiana è stata interessata da un importante cambiamento del contesto esterno con l’entrata in vigore di un nuovo quadro normativo che impone una significativa reingegnerizzazione dei processi organizzativi di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private.

Le leggi e norme di maggior impatto sono state:

  • Legge 8 marzo 2017, n 24 (Legge Gelli Bianco) – «Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché’ in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie»;
  • Nuovi requisiti nazionali di accreditamento (articolo 7 del Patto per la Salute 2010-2012);
  • Nuovi requisiti introdotti dalle norme volontarie quali la ISO 9001:2015, J.C.I, ecc.

La mancata conformità ai requisiti introdotti da queste norme comporta rischi notevoli per l’azienda sanitaria e per gli esercenti attività sanitarie sia sotto il profilo penale (per le persone fisiche) che sotto il profilo amministrativo (per le persone giuridiche).

Si pensi, ad esempio, all’art.6 della “legge Gelli” sulla colpa grave che dice: qualora l’evento si è verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico assistenziali, ………………….

Viceversa, un efficace ed efficiente adeguamento da parte dell’azienda, può rappresentare una notevole opportunità in termini di vantaggio competitivo.

Contesto sociale

Ormai il fenomeno delle denunce dei pazienti per casi di malasanità, in Italia, è in continuo incremento. La gestione del contenzioso per l’azienda sanitaria diventa una vera e propria emergenza. I premi assicurativi crescono a dismisura e per le aziende in autoassicurazione (SIR) o in gestione blanded, diventa complicato gestire le “riserve di bilancio”. Senza considerare, inoltre, il danno d’immagine per l’azienda, ma cosa più grave l’aumento di mobilità passiva dovuta a pazienti che scelgono di farsi curare in strutture ritenute più “affidabili” molte volte in altre Regioni.

Gestire i sinistri più gravi, costa al sistema sanitario normalmente da 250-500mila euro in su per ciascun sinistro. Nel periodo tra il 2004 e il 2012 l’importo medio liquidato per i risarcimenti è stato di 26.220 euro, ma si è arrivati a una punta massima di 5.387.470 euro

Non dimentichiamo che la piena attuazione della già più volte richiamata Legge 24, comporta l’obbligo della pubblicazione sui siti aziendali e sui portali regionali dell’andamento degli eventi avversi e della sinistrosità che costituirà un vero e proprio “rating” per l’azienda. Chiaramente per l’azienda sanitaria tutto ciò, come è facilmente comprensibile, potrà diventerà una enorme opportunità o un rischio notevole.

Analisi del contesto interno

I rischi maggiori di un’azienda sanitaria, legati al contesto organizzativo, sono prevalentemente dovuti ad alcuni possibili punti di debolezza. Esaminiamo nel seguito alcuni tra i principali:

Dematerializzazione del cartaceo

Oggi si assiste, in molte aziende sanitarie, al proliferare di sistemi gestionali, soprattutto afferenti alla clinical governance, assolutamente e completamente ancora cartacei con generazione di sovrastrutture rappresentate da decine di procedure e altri documenti, molte volte fini a sé stessi, che nessuno leggerà mai che comportano, spesso, costi senza un chiaro valore aggiunto. Ma la singola azienda sanitaria ha mai provato a fare un calcolo di quanto costa produrre tutta questa carta? Facciamo un esempio di cosa accade oggi in molte realtà:

Un infermiere che debba fare una segnalazione di incident reporting (attività ormai di fatto obbligatoria per legge) deve trovare il modulo, fotocopiarlo, scrivere le informazioni e i dati richiesti, fotocopiare il tutto per tenersene una copia, far arrivare fisicamente il documento agli interessati i quali devono fare uno sforzo per interpretare la calligrafia, registra i dati (quelli importanti molte volte risultano omessi) il un foglio di Excel, elaborare il tutto e in molti casi a chi ha fatto la segnalazione non ritorna nessun feed-bach delle azioni reattive messe in atto. Quanto costa tutto ciò? quanto tempo ha perso l’infermiere? qual è l’effettivo valore aggiunto in termini di miglioramento della sicurezza del paziente?

Comunicazione interna

La comunicazione interna in un’azienda sanitaria rappresenta il vero “tallone d’Achille” che genera rallentamenti e ritardi nella realizzazione di processi, errori, insoddisfazioni dei portatori di interessi ed ovviamente come risultato finale la percezione negativa dell’utente finale, il paziente.

La non fluida e sistematica comunicazione tra i diversi soggetti coinvolti nei processi determina anche un uso non ottimizzato delle risorse e quindi una perdita di efficienza e di valore.

Processi decisionali

I sistemi di gestione comportano l’assunzione di precise responsabilità (chi-fa-cosa) e il monitoraggio degli esiti delle stesse. Purtroppo, molte volte, diventa difficile se non impossibile, a meno di utilizzare risorse dedicate, monitorare le decisioni assunte e le azioni programmate che alla fine rimangono non verificate né nell’attuazione e né tantomeno nell’efficacia. Basti pensare alle tante e lunghe riunioni determinate dai sistemi di gestione. Quante aziende eseguono un’analisi dei costi-benefici del sistema di comunicazione e dei processi decisionali. Quanto è costato “decidere” (ore del personale impiegato in incontri, riunioni, audit, riesami, ecc.) e a fronte dell’investimento quale incremento di valore è stato realizzato per il sistema e per l’utente finale? (ovviamente parliamo di “valore e non del mero aspetto monetario). Il più delle volte questa domanda rimane senza risposta.

La convenienza economica dell’investimento

Alla luce di quanto detto nei paragrafi precedenti risultano evidenti le innumerevoli economie di scala che è possibile conseguire nel medio periodo adottando sistemi innovativi di information technology e il valore aggiunto per l’azienda, l’intero sistema sanitario e soprattutto per il paziente.

In una possibile analisi dei costi benefici, legati all’implementazione di un sistema informatizzato per la gestione dei processi di clinical governance circoscritti a: rischio clinico, qualità e accreditamento, proviamo ad elencare qualitativamente, nella seguente tabella, gli investimenti necessari e i possibili benefici nel medio e lungo periodo

INVESTIMENTI (COSTI) BENEFICI (INCREMENTO VALORE)
Tecnologie: acquisto del software e adeguamento dell’hardware e delle reti (se necessario) Riduzione dei costi del contenzioso (premi assicurativi, risarcimenti) in seguito a diminuzione degli errori
Risorse umane: adeguamento della formazione e sviluppo di competenze specifiche, in materia di rischio clinico e qualità, di tutto il personale Riduzione dei costi operativi indotti dal miglioramento organizzativo (riduzione carta, riduzione tempi morti, riduzione tempi di esecuzione dei processi, ecc.)
Adeguamento dei metodi di lavoro: costi indotti dal cambiamento nelle fasi di start up Diminuzione della mobilità passiva e quindi incremento del valore della produzione
Miglioramento della produttività indotta dalla riduzione del contenzioso organizzativo, miglioramento del clima aziendale, maggiore partecipazione e condivisione degli obiettivi da parte del personale
Riduzione dei costi indotti dal quadro sanzionatorio legato alle eventuali inadempienze

Proviamo a tradurre, nella tabella che segue, questa analisi di massima in termini monetari; ovviamente risulterebbe oltremodo difficoltoso fare un’analisi di valore completa (è facilmente comprensibile come la sicurezza delle cure ha un valore inestimabile). Riportiamo solo le voci dove i valori monetari sono direttamente attribuibili. I valori indicati sono frutto dell’esperienza di chi scrive, sicuramente non da considerarsi esaustivi per tutte le strutture, suscettibili di significative integrazioni. L’obiettivo di chi scrive è solo fornire delle indicazioni di massima sul ritorno economico nel breve e medio periodo dell’investimento. Il ritorno nel lungo periodo potrebbe essere, in molti casi, la sopravvivenza stessa dell’azienda.

INVESTIMENTI (COSTI) BENEFICI (INCREMENTO VALORE)
Tecnologie-software gestione rischio clinico, qualità, accreditamento: 40.000 € (una tantum)servizi di assistenza full risk: 6.000 € (anno)46.000 € Riduzione costi contenzioso a regime (stimato prudenzialmente solo su eventi avversi fino a grado 6° escludendo eventi sentinella) Importo medio risarcimento 30.000 € per riduzione eventi avversi con danno pari a n° 10/anno300.000 €
Risorse umaneFormazione e aggiornamento competenze direzioni mediche, coordinatori, referenti, facilitatori Ore stimate formazione anno di avviamento 12 ore per 200 operatori90.000 € Riduzione costi operativi(stimato prudenzialmente solo su dematerializzazione (fotocopie, scansioni, distribuzione, archiviazione, recupero Risparmio per pagina dematerializzata 5 € per 10.000 pagine (prudenziale)50.000 €

Il progetto di informatizzazione

Lo sviluppo di un sistema informatizzo “qualità, accreditamento e rischio clinico” integrati permette di orientare tutta l’organizzazione verso un miglioramento delle condizioni organizzative al fine di limitare gli errori di sistema facendo leva sul desiderio delle persone di cambiare per migliorare, grazie alla consapevolezza e alla conoscenza.

Obiettivo primario del progetto è quello di perseguire in modo strutturato e sistemico, grazie ad un percorso di Sanità Digitale, il miglioramento continuo della sicurezza (per il paziente, per i visitatori e per gli operatori) e della qualità delle prestazioni e quindi delle performance e della soddisfazione di tutti i portatori di interessi a partire, ovviamente, dai pazienti.

Facendo nostro lo slogan del Forum sulla sanità digitale con questo progetto l’azienda sanitaria può “tracciare una rotta verso una salute universale, equa e sostenibile”. Il presupposto di tutto ciò è un consolidamento della “via digitale” alla sanità; consolidamento possibile solo a partire da una reale comprensione del tema e da un dialogo inclusivo di tutti gli attori in gioco.

In questa ottica il progetto di informatizzazione supporta azioni ed interventi che si orientano su quanto desunto dalle indicazioni nazionali e regionali in materia di:

  • attività ricondotte nell’ambito del risk management a seguito dell’analisi degli eventi avversi/near miss ed eventi sentinella, del benchmarking regionale e su quanto indicato dalle linee guida regionali di risk management nonché dalle indicazioni ministeriali in tema di sicurezza dei pazienti;
  • Attività ricondotte allo sviluppo del sistema di gestione per la qualità (SGQ) in linea con le norme ISO 9001:2015 su tutta l’azienda ed in particolare alle UO Certificate o in via di certificazione;
  • Attività ricondotte nell’ambito della valutazione e mantenimento dei requisiti di accreditamento istituzionale.

Con l’ausilio del Sistema informatico le attività saranno orientate trasversalmente a tutti i processi aziendali con particolare riguardo al rispetto delle raccomandazioni ministeriali in tema di sicurezza clinica e agli obiettivi nazionali, regionali e internazionali per la qualità e la sicurezza d

Rischio clinico: Corso FAD n° 229817 accreditato per 36 crediti ECM

La gestione del rischio clinico: aspetti innovativi e il ruolo dell’informatizzazione

Il nuovo contesto, leggi, norme, regolamenti, rendono ormai non più procrastinabile il passaggio alla gestione informatizzata dei processi di risk management.

Formare la consapevolezza e la competenza del personale sanitario in materia di rischio clinico e di information technology, favorendone il passaggio culturale e l’abbandono definitivo della medicina difensiva, rappresenta la sfida del SSN per l’effettivo miglioramento della sicurezza e della qualità delle cure e non ultimo per la tutela giuridica dell’esercente attività sanitaria.

Il corso, che fornisce una risposta concreta a questa esigenza, è strutturato in 12 lezioni interattive organizzate in quattro sessioni, ogni lezione, oltre ai contenuti teorici (molti con traccia audio) e al test di apprendimento, prevede lo svolgimento di esercitazioni pratiche in un ambiente di prova del sistema informatico TaleteWeb, messo a disposizione degli studenti.

Le esercitazioni vogliono fornire la possibilità di provare in modo diretto quanto l’informatizzazione consenta di tradurre in modo efficace l’applicazione di metodologie e tecniche, proprie del rischio clinico, che la sola presentazione teorica potrebbe rendere non immediatamente fruibili nel contesto operativo dei reparti ospedalieri.

Il corso è stato realizzato con la collaborazione di docenti “risk manager” di importanti aziende sanitarie del nord, centro e sud Italia, capaci, quindi, di rappresentare l’approccio metodologico ed organizzativo di diverse realtà sanitarie italiane.

Il sistema informatico messo a disposizione per l’ambiente di prova è attualmente utilizzato da primarie aziende sanitarie italiane pubbliche e private pertanto fornisce agli studenti un valido strumento di formazione operativa ampiamente testato e consolidato.

Il progetto formativo si rivolge a tutte le professioni sanitarie ed in particolare a quanti vogliono proporsi come referenti/facilitatori del rischio clinico sia in strutture sanitarie pubbliche che private.

Il corso è rivolto sia al singolo professionista, già inserito nel mondo del lavoro, che vuole accrescere la propria competenza, che al giovane che vuole arricchire il proprio curriculum.

L’offerta formativa è rivolta anche e soprattutto alle aziende che intendono verticalizzare la formazione della propria rete di referenti e facilitatori rischio clinico. Per le aziende pubbliche il corso è disponibile sul catalogo MEPA. Per le aziende private è possibile concordare le modalità di fruizione per gruppi di operatori.

E’ possibile anche personalizzare i contenuti del corso e/o accreditarne uno su specifica richiesta dell’azienda cliente.

Vedi la struttura del corso e i docenti: clicca qui

La scheda tecnica del corso: clicca qui

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Passaggio alla ISO 9001:2015 nelle strutture sanitarie: difficoltà e soluzioni

Il passaggio alla ISO 9001:2015 nelle strutture sanitarie: presentazione della metodologia e del relativo strumento informatico per l’analisi del contesto e la valutazione dei rischi.

di Gregorio Paccone.

Il passaggio alla ISO 9001:2015 nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private sta creando una certa apprensione, prova ne è il fatto che tutte le organizzazioni stanno rimandando il fatidico passaggio all’ultimo momento utile; ricordiamo che il termine ultimo è fissato per settembre 2018. Gli organismi accreditati riferiscono che moltissime organizzazioni stanno programmando il passaggio nei primi sei mesi del 2018 con un “affollamento” verso maggio e giugno.

In effetti la norma, soprattutto nelle parti più innovative, non indica approcci metodologici precisi a cui le organizzazioni possano far riferimento per essere sicure di raggiungere la conformità ai requisiti richiesti; tutti gli aspetti operativi sono demandati alla scelta delle organizzazioni stesse, creando quell’incertezza di cui si diceva prima.

In particolare le principali “zone d’ombra” si incontrano nelle modalità operative relative a tutto il capito 4 “Contesto dell’organizzazione” e ai requisiti relativi alla “Valutazione di rischi e delle opportunità“.

Va detto che fino ad oggi la cultura del “Risk Management” ed i relativi aspetti metodologici erano rimasti fuori dai sistemi di gestione per la qualità, pertanto “gli uomini della qualità” si sono trovati, in parte, impreparati ad affrontare questo nuovo approccio. Si sono trovate sicuramente avvantaggiate le strutture che hanno impostato, negli anni passati, sistemi integrati “qualità, sicurezza sul lavoro, ambiente, sicurezza dei dati” già fortemente orientati alla cultura del risk assessment.

Alla luce delle considerazioni fatte, forti della nostra esperienza nei sistemi integrati, abbiamo sviluppato un approccio metodologico e il relativo strumento informatico, che consentono alle strutture sanitarie di implementare i processi e le attività richiesti dalla ISO 9001:2015

Presentiamo nell’allegato scaricabile dal seguente link alcuni esempi di output dell’applicazione Qualità 2015 relativi proprio ai nuovi requisiti ed in particolare all’analisi del contesto, alla pianificazione e monitoraggio dei processi, alla valutazione dei rischi e delle opportunità, alla gestione delle azioni per affrontarli, alla gestione elettronica delle informazioni documentate del SGQ ecc.

La metodologia mette a disposizione delle strutture sanitarie possibili librerie di fattori interni ed esterni, misure preventive, requisiti e aspettative dei portatori di interessi tipo, comunque personalizzabili e/o integrabili dall’organizzazione, in modo da consentire l’analisi PESTLE e la generazione della matrici SWOT in modo estremamente semplice e concreto. In funzione dell’analisi del contesto e dell’individuazione dei relativi fattori lo strumento informatico consente la valutazione quanti-qualitativi dei rischi e delle opportunità e la gestione completa delle relative azioni.

Molto efficace risulta la nuova gestione dei processi (organizzati per ambiti) che consente la generazione elettronica della “Scheda Processo” dove vengono riassunti dinamicamente tutti i dati e le informazioni documentate riguardanti il processo stesso.

SCARICA IL MODELLO ISO 9001:2015 IN SANITA’

 

 

 

 

 

INNOVAZIONE TECNOLOGICA ALL’ASL DI FOGGIA: L’IT NELL’ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA

IL PROGETTO DEL DISTRETTO DI S. MARCO IN LAMIS: LA GESTIONE INFORMATIZZATA DEL PAZIENTE CRONICO TERRITORIALE CON UTILIZZO DELLE DIAGNOSI ICNP®

 Autori: Carla Lara d’Errico, Girolama De Gennaro, Stefano Marconcini, Gregorio Paccone

La vision e la mission del progetto

L’asserto da cui si parte fonda su tre certezze ormai ampiamente riconosciute e normate nella sanità italiana (per comodità del lettore si riportano i rispettivi riferimenti normativi):

  • L’Infermiere è il responsabile dell’assistenza generale infermieristica.[1]
  • L’assistenza infermieristica è servizio alla persona, alla famiglia e alla collettività. Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa.[2]
  • Gli infermieri espletano le proprie funzioni “… utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dell’assistenza”.[3]

A partire da queste certezze deriva, come naturale conseguenza, la consapevolezza che la Diagnosi Infermieristica costituisce la base sulla quale scegliere gli interventi infermieristici volti a raggiungere dei risultati di cui l’Infermiere è responsabile.

Pertanto emerge un urgente bisogno di implementare l’uso delle diagnosi infermieristiche nei setting assistenziali distrettuali in cui opera l’Infermiere.

Il progetto della ASL di Foggia, quale risposta concreta alle esigenze di miglioramento delle cure domiciliari (Sicurezza, Appropriatezza, Qualità), si propone di utilizzare il linguaggio infermieristico standardizzato ICNP®, nella fase sperimentale presso il Servizio Infermieristico Distrettuale di San Marco in Lamis, con la cartella sanitaria distrettuale informatizzata sviluppata in collaborazione con la piattaforma tecnologia TaleteWeb.

Il progetto vuole garantire, come già detto, la sicurezza e la qualità delle cure al fine di soddisfare i requisiti e le aspettative di tutti i portatori di interessi: pazienti, operatori, azienda, ecc.

In quest’ottica il presente progetto non può prescindere da un’integrazione profonda delle attività di pianificazione assistenziale del paziente domiciliare, con le attività di clinical risk management e di gestione della qualità, che rappresentano le “tre gambe di un unico sgabello”.

Questa impostazione costituisce, secondo noi, la risposta più concreta ed operativa all’applicazione della recente Legge 24/2017 anche detta “Legge Gelli-Bianco” in materia di sicurezza delle cure e alle nuove linee per l’accreditamento istituzionale nelle prestazioni di assistenza domiciliare.

Perché ICNP®    

L’International Classification for Nursing Practice (ICNP®) è un linguaggio infermieristico internazionale e nel 2009 è stato accettato ed incluso nella Famiglia delle Classificazioni Internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO Family of International Classification). L’ICNP® è una terminologia infermieristica standardizzata di tipo combinatorio costruita dall’International Council of Nurses (ICN) nell’ambito di progetto di ricerca trentennale che ha coinvolto numerosi Paesi del mondo. La terminologia ICNP® consente di esprimere diagnosi infermieristiche, interventi infermieristici e risultati dell’assistenza infermieristica facilitando anche l’integrazione con il linguaggio locale e le altre terminologie esistenti.

Gli elementi determinanti di ICNP® che hanno influito a scegliere la terminologia sono stati i seguenti:

  • rappresenta uno standard internazionale per descrivere e confrontare la pratica infermieristica
  • contribuisce a unificare il linguaggio infermieristico armonizzando ed integrando le terminologie infermieristiche standardizzate esistenti in un’ottica internazionale;
  • include e definisce i concetti utilizzati per descrivere la pratica infermieristica a livello locale, regionale, nazionale e internazionale nei diversi ambiti clinici e contesti socio-culturali;
  • produce informazioni sulla pratica infermieristica che possono indirizzare la presa di decisioni, la formazione e le politiche sanitarie riguardo i bisogni dei pazienti, gli interventi infermieristici, i risultati di salute e l’utilizzo delle risorse;
  • facilita lo sviluppo di data-set utilizzabili nella ricerca per influenzare le politiche sanitarie tenendo conto dell’assistenza infermieristica che è necessaria per i cittadini, le famiglie e le comunità di tutto il mondo;
  • facilita la comunicazione sia all’interno della disciplina infermieristica che nella relazione con le altre discipline e ambiti del sapere;
  • incoraggia gli infermieri a riflettere sulla propria pratica e stimola il miglioramento continuo della qualità dell’assistenza infermieristica oltre che l’aggiornamento professionale.

 Perchè la cartella informatizzata

L’uso della cartella informatizzata è fondamentale per lo sviluppo del progetto.

La tenuta della documentazione sanitaria in formato cartaceo, in particolare nella gestione di utenti cronici e, soprattutto a domicilio, presenta diverse criticità:

  • voluminosità dei fascicoli con difficoltà a mantenere la cronologia e l’integrità dei fogli e di quanto è riportato;
  • difficoltà di interazione da parte di tutti i componenti dell’equipe assistenziale in tempi brevi;
  • impossibilità a consentire processi di verifica clinica e/o organizzativa in maniera sistematica e globale;
  • conservazione anomala a domicilio dell’assistito; talvolta si è verificata l’appropriazione indebita della documentazione sanitaria a domicilio da parte degli utenti o familiari, per usi non preventivamente autorizzati e, in alcuni casi smarrimento o distruzione, con notevoli problemi medico/legali.

La cartella infermieristica informatizzata al contrario, anche nel rispetto della normativa vigente, presenta i seguenti punti di forza:

  • permette l’erogazione dell’assistenza con la registrazione di tutto il Processo di Nursing applicato a qualsiasi modello teorico di riferimento; la valutazione degli obiettivi con modelli predefiniti, consente agli infermieri di avere basi di riferimento e l’utilizzo di un linguaggio comune. Tale metodica previene le contraddizioni ed errori di valutazione con forte impatto sul risk management, salvaguardando l’assistito, il professionista e l’Azienda Sanitaria
  • consente di eliminare errori attraverso l’attivazione di sistemi di alert per: prevenire dimenticanze visualizzando anche eventuali scadenze, obbligare a compilare tutti i campi, prevenire errori di forma
  • prevede la corretta compilazione del foglio unico di terapia informatizzato nel rispetto di quanto contemplato dalla raccomandazione ministeriale n°7 per la prevenzione degli errori di terapia e dalle buone norme di rischio clinico. Il foglio unico di terapia informatizzato riduce gli errori, in modo particolare, di prescrizione, di trascrizione (in quanto questa fase è eliminata) e di interpretazione
  • rende impossibile apportare modifiche, quando si salva in modo definitivo quanto scritto (come previsto dalla legislazione vigente), e quindi, in caso di contenzioso, il giudice sa che quello che è stato scritto corrisponde alla realtà del momento e che non è stato successivamente modificato;
  • permette la visione in tempo reale dei processi clinico-organizzativi, l’analisi di tutti i dati inseriti per vari scopi, l’implementazione della ricerca infermieristica.

Per consultare l’intero progetto, essere aggiornati sugli sviluppi e sui risultati, partecipare al forum e quindi condividere tutti gli approfondimenti, può contattare direttamente i responsabili del progetto:

Dott.ssa Carla Lara D’Errico: cl.derrico@aslfg.it

Dott. Stefano Marconcini: marconcini.stefano@gmail.com

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[1] Decreto 14 settembre 1994, n. 739

[2] Art. 2 Codice deontologico dell’Infermiere, 17 Gennaio 2009

[3] Art. 1, c. 1, Legge 251/2000

Innovazione tecnologica all’APSS di Trento: l’IT nelle aree Qualità, Accreditamento e Sicurezza

TaleteWeb per la gestione integrata e informatizzata delle aree Qualità, Accreditamento e Sicurezza:

a febbraio del 2017, in seguito a gara sul Mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA), l’APSS di Trento ha affidato alla società Equipe Srl di Ancona, la fornitura del “Sistema informativo integrato TaleteWeb® per la gestione del sistema aziendale della Qualità e di quello della Sicurezza dei lavoratori nell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento

L’appalto ha avuto per oggetto la fornitura di un sistema informativo integrato, funzionante con logica web-based nativa e tecnologicamente avanzato, per:

  • la gestione dei processi di autorizzazione e accreditamento istituzionale (QUALITÀ);
  • la gestione documentale e dei processi a supporto delle attività connesse con la Qualità e gli accreditamenti volontari (QUALITÀ);
  • la gestione delle attività inerenti la sicurezza dei lavoratori con particolare riferimento a quelle svolte dal Servizio Prevenzione e Protezione (SPP)
  • la gestione delle attività della Struttura del Medico Competente (attività del Medico Competente, MC, e del Medico Autorizzato, MA) (SICUREZZA).

L’affidamento ha incluso l’integrazione con gli atri sistemi gestionali già operanti in azienda, la formazione del personale dell’APSS e le attività di assistenza full risk.

Il team di progetto di TaleteWeb® (analisti informatici e funzionali) ha affiancato i tre gruppi di lavoro costituiti in ambito APSS (Area Sistemi di governance, Servizio di prevenzione e protezione, Struttura medico competente) con risorse delle unità operative owners delle diverse applicazioni. I gruppi hanno operato sotto il coordinamento attento e puntuale della committenza (Area Sistemi di gestione).

Il Sistema integrato TaleteWeb® è stato fortemente personalizzato in funzione delle esigenze emerse in fase di analisi e calato nella specifica realtà dell’azienda APSS di Trento.

Ma vediamo quali sono i principali requisiti funzionali delle diverse applicazioni facenti parte del Sistema informativo integrato TaleteWeb® implementato dalla APSS di Trento

 APP Autorizzazione e accreditamento

Principali requisiti funzionali dell’applicativo per la gestione dei processi di autorizzazione e accreditamento

  • Visualizzazione delle pratiche di accreditamento (domanda e liste di controllo);
  • Monitoraggio degli stati delle diverse pratiche di accreditamento, storicizzando le informazioni e il loro stato nel tempo
  • Gestione dei piani di adeguamento (Non Conformità, azioni correttive, audit, .) per ogni criterio contenuto nelle diverse liste di controllo
  • Impostazione di piani dei adeguamento su format standard configurabili con la definizione di punti controllo, stati, tempistiche, responsabilità e alert automatici
  • Integrazione delle pratiche con documenti elettronici (allegati word, excel pdf ecc…)
  • Tracciabilità delle informazioni storicizzandole nel tempo in modo da poter recuperare lo stato delle pratiche nelle diverse date e poterne analizzare l’evoluzione
  • Console di analisi di tutti i dati presenti nel sistema, flessibile e configurabile da parte degli utenti.

 APP Documenti

Principali requisiti funzionali dell’applicativo per la gestione documentale

  • Definizione di modelli di documenti (format) standard configurabili per la gestione di svariati processi (ad processi inerenti la qualità, percorsi clinico assistenziali, check list di monitoraggio, …)
  • Gestione dell’iter di redazione, formalizzazione, catalogazione, archiviazione e diffusione della documentazione intesa, a titolo esemplificativo, come procedure, protocolli, verbali, istruzioni operative, modulistica, comunicazioni varie, planimetrie,
  • Gestione di workflow approvativi gerarchici e funzionali attraverso l’importazione dell’organizzazione aziendale (persone, ruoli, strutture e relazioni gerarchiche e funzionali) dallo specifico sistema aziendale
  • Console di analisi di tutti i dati presenti nel sistema, flessibile e configurabile da parte di utenti
  • Visualizzazione dei documenti da parte di tutti i dipendenti secondo livelli diversi di

 APP SGQ

Principali requisiti funzionali dell’applicativo per la gestione del SGQ conforme alla norma ISO 9001:2015

  • Mappatura dei processi aziendali (core, gestionali, supporti, ausiliari)
  • Mappatura dei fattori interni ed esterni negativi e positivi (rischi-opportunita’; punti di debolezza-punti di forza)
  • Mappatura dei portatori di interessi
  • Analisi dei rischi e delle opportunita’
  • Valutazione fmea-fmeca di processo
  • Azioni per afforntare rischi ed opportunita’
  • Definizione degli obiettivi generali e di processo
  • Misurazione della performance dei processi (key performance indicator)
  • Valutazione della performance dei processi
  • Pianificazione degli audit interni (audit di prima e seconda parte)
  • Progettazione dei sistemi di misurazione del gradimento delle parti interessate
  • Misurazione e valutazione del gradimento delle parti interessate
  • Rilevazione dei reclami dei clienti interni
  • Azioni per correggere gli output non conformi (azioni correttive)
  • Riesame da parte della direzione delle prestazioni dei processi e del sistema qualita’

 APP SGSL

Principali requisiti funzionali dell’applicativo per la gestione del SGSL conforme alla norma OHSAS 18001:2007

  • Gestione del sistema sicurezza secondo i punti della norma BS OHSAS 18001:2007 (“Occupational Health and Safety Assessment Series” edizione 2007 e succ.), come implementati in APSS (gestione delle Non Conformità, delle azioni correttive e preventive, degli audit interni, del riesame, della documentazione di sistema che comprende il manuale, le procedure, i moduli, la politica e gli indicatori) e secondo le modalità di gestione del Documento aziendale di valutazione dei rischi (DVR)
  • Gestione dell’iter di redazione, formalizzazione, catalogazione, archiviazione e diffusione della documentazione intesa come, a titolo esemplificativo, procedure, protocolli, verbali, istruzioni operative, modulistica, comunicazioni varie, planimetrie, ecc.
  • Gestione del processo di valutazione dei rischi
  • Gestione dei processi del sistemi di gestione per la qualità ISO 9001:2015 del Servizio Prevenzione e Protezione.

 APP Sorveglianza Sanitaria

Principali requisiti funzionali dell’applicativo per la Sorveglianza Sanitaria

  • Gestione delle scadenze delle visite per la sorveglianza sanitaria con i relativi preavvisi
  • Invio delle informazioni in uscita (giudizi d’idoneità, CSR, DOSP, dati dell’allegato “3B”, malattie professionali, dati relazioni per Riunione periodica, dati fatturazione, altre elaborazioni) anche tramite modalità informatiche quali PEC e protocollo informatico aziendale
  • Gestione dei dati previsti dalla normativa vigente nella Cartella Sanitaria e di Rischio (si veda il decreto legislativo 81/2008 ed il Decreto del Ministero della Salute del 9 luglio 2012 in merito agli Allegati “3A” e “3B”)
  • Elaborazione automatica dei dati utili alla compilazione dell’allegato “3B” previsto dalla normativa vigente (si veda il decreto legislativo 81/2008 ed il Decreto del Ministero della Salute del 9 luglio 2012 in merito agli Allegati “3A” e “3B”)
  • Inserimento nel sistema del profilo di rischio e dei dati relativi all’esposizione del lavoratore.